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Esordio in pista 

 

di Beppetitanium

L’emozione è ancora alta, sono già trascorsi quattro giorni, intensi per il lavoro e stressanti, ma il pensiero torna frequentemente ai momenti vissuti nel fine settimana appena trascorso che ha segnato l’ingresso nel mondo delle gara in pista.
Molti i commenti “da presa per i fondelli” da parte di amici e conoscenti, ma da buon capricorno nessuno riesce a scalfire un’idea se non io stesso … e dopo averci sbattuto la faccia … per molte volte.
Ma andiamo con ordine perché il tutto è quasi un racconto dell’inverosimile e del fantascientifico.
Ovviamente la colpa è VOSTRA, di tutti voi Guzzisti che disseminate intorno a voi i germi infettivi che risvegliano i più reconditi pensieri e visioni, a dare poi il colpo di grazia ci hanno pensato Livio, Lalla e Daniele.
Ecco che dopo aver vissuto l’emozione di Cartagena del settembre dello scorso anno, dopo essere passato dai vari stadi di apprendimento (aiuto cuoco, cuoco, portascarpe, lucida moto, massaggiatore, consulente spirituale, cronoman, team manager del Tulla Nitro Team), dopo essermi guardato in giro (poco per la verità), mi capita l’occasione di un V35 prima serie del 1978 … 1978 ipotizza, cerca, chiedi … guarda un po’ può fare l’Endurance, ma la cosa è … su un altro pianeta.
Il primo passo, però, è fatto.
Giunto a casa il V35, si accoccola di fianco al Cali (… e chissà che cosa si sono dette e raccontate ‘ste moto, diverse età, ma chilometraggio simile) e attende fiduciosa l’arrivo di qualcuno che abbia voglia di coccolarla un po’ e di rimetterla in sesto.
Il tempo passa veloce, il mio tempo è poco, ma in quei pochi fine settimana liberi ecco che, come voi tutti certamente ben sapete, ci si ammala sempre di più, si smonta lo smontabile per un neofita (il motore NON si tocca), si scartavetra a mano tutta la vernice, più e più strati accumulati con i proprietari precedenti, e si fa il possibile con le bombolette di vernice, a mano, con i pezzi appesi nel box che sembra la cantina di un salumiere … dove però non si deve mangiare nulla.
Dopo mesi e mesi, fiero del lavoro (risultato ottimo per le mie capacità, ma pessimo agli occhi degli altri) la sentenza sull’operato la da un amico carrozziere che dichiara: “se la lasci così, non va più in vacanza insieme!” … occavolo a me piaceva tanto, ma anche le vacanze con le due famiglie riunite sono belle … per cui si ricomincia il maquillage e si ri-scartavetra a mano tutto, il risultato finale però è innegabile anche ai miei occhi, la moto è un’altra.
Nel frattempo, memore delle storie degli anni passati sulla possibilità di cambio del nickname e saturo degli insulti ricevuti decido il nome della nuova arrivata, si chiamerà: Titanium …. Bel colpo di genio!
Ma stiamo divagando troppo, arriviamo ai giorni prima della gara.
Ho convinto il mio meccanico a partecipare al Trofeo Guzzi ’08, ma alcuni giorni prima della gara, la mia moto non né ancora pronta e la sua non ha neppure iniziato a guardarla … è proprio vero che i calzolai vanno in giro con le scarpe rotte!! Il problema maggiore è il trasporto della moto, il furgone del mecca è in riparazione, mi tocca affittare un furgone (ma ca@@o, un conto è dividere le spese e un conto è sobbarcarsele tutte) $$$$, anzi €€€€ che se ne vanno.
Venerdì mattina sono in officina, mancano solo gli ultimi ritocchi … e il furgone!!
Lo trovo nel tardo pomeriggio (tralascio i dettagli delle spese, non per non spavetarMI) e via, a casa a caricare le mie cose, in officina a prendere la moto. Si parte … ma dove sono i cavalletti? Torna a casa e nel tragitto pensa che ti pensa manca anche il sottocasco, il sottotuta, un litro d’olio che non si sa mai.
Arrivo a casa e per guadagnare tempo … tranne i cavalletti: dimentico tutto. E di corsa verso Varano, lo so il Trofeo Guzzi si corre a Magione, ma a Varano ci sono Livio e Lalla che mi passano le gomme da pista (per loro sono consumate, ma io so che ci farò tutte le gare del trofeo senza consumarle oltre).
Varano ore 22.30 baci, abbracci e consigli e via alla volta di Bologna dove Motopesantista, non sapendo a cosa va incontro, si è reso disponibile ad aiutarmi ai box.
La prima giornata passa così e termina oltre la mezzanotte nel lettone con Tommy … si è comportato da vero gentleman, io avevo “le mie cose” … per la testa!!
Sabato mattina ci sarebbe la possibilità di un turno libero, ma Tommy deve passare a lasciare il suo Cali alla Factory di Murry, tanto Ferrara è quasi di strada! ! !
Si arriva finalmente, corroborati da un buon caffè offerto da Murry e da un altro preso lungo la strada, a Magione. Il mese scorso avevo respirato con Lalla in pista, quell’aria che ora appare familiare.
Le prove libere sono appena finite, ma tanto devo cambiare le gomme, e si in ogni pista, in ogni giornata di gare c’è il camion di un gommista … ma perché oggi non c’è !!!
Tommy è abituato a cambiarsi le gomme da solo (e si che non è genovese!) per cui si cercano almeno gli stallonatori, ma … si opta per i cacciaviti.
Che fatica (io sudavo per Motopesantista), soprattutto all’anteriore dove c’era, seppur con la camera d’aria, una gomma tubless.
Dopo più di un’ora di lotta le gomme vecchie sono tolte e si incomincia a mettere su le pistaiole.
Trovato un compressore si gonfiano, si tenta di gonfiarle, perché non tallonano, perché si sente un sibilo, perché … pizzicate le due camere d’aria!
E ora … nel frattempo anche il buon Valtretre è arrivato, insieme a Tommy vanno alla disperata ricerca di un gommista … di sabato pomeriggio!!
“Guarda che tra io partecipanti c’è uno che fa il gommista di mestiere, senti se magari ha qualcosa”, via di corsa e TROVATE due camere d’aria, fatte rientrare le piccole vedette lombarde sullo stile del libro “cuore” (erano arrivate fino a Perugina senza risultati), si ricomincia il lavoro, stavolta con gli stallonatori, giù le gomme, via le camere bucate, su le camere nuove, rimetti la gomma e gonfia … ti ho detto di gonfiarla, ma il solito sibilo fetente ricompare, pizzicata la terza camera d’aria!!
Non hai un’altra camera d’aria? … devo avergli fatto pena perché, non solo mi procura una camera d’aria, ma me la monta pure senza pizzicarla!!
Sono le 16.30, sono già stanco, devo fare le verifiche tecniche e tra 20 minuti ci sono le prime prove ufficiali.
Cortesi e gentili alle verifiche (erano tutti addormentati nell’attesa dell’ultimo da verificare) sorvolano (avranno visto le lacrime che colavano dai miei occhi) temporaneamente sul fatto che i bulloni sono sì forati, ma non sono legati con il fil di ferro (il mecca se l’era dimenticato) e sul fatto che mancano le fascette agli scarichi (il mecca non le aveva in casa e quelle vecchie non erano a misura).
16.40 la vestizione: tuta nuova, guanti nuovi, stivali nuovi, casco … il solito.
Accendi la moto, GODURIA, sali e subito si presenta il Problema che mi assillerà fino al termine della gara: il casco batte contro la gobba della tuta, così che in pista sui rettilinei devo: stirare il collo in avanti, tirare il casco in avanti, spingere la testa indietro alla ricerca della gobba e mantenere la pressione per “fissare” il casco alla gobba, altrimenti non vedo nulla, per di più sono sudato fradicio e mi cascano gli occhiali.
Al termine del mio primo giro, mi hanno già doppiato, nel secondo si ripropone il valzer dei sorpassi, il “74” giunge come una saetta e giù in piega proprio davanti al mio anteriore, quasi a toccarlo, la scena non mi impressiona più di tanto abituato fuori agli automobilisti, ma forse il “74” si sente in colpa, alza la mano, si gira per chiedermi scusa … peccato che è una curva doppia e va a finire sui cordoli, la moto scalpita e lo disarciona proprio davanti a me! Grazie Francesco per i freni nuovi e per aver montato il serbatoio del liquido dei freni sul manubrio sostituendo l’originale sotto serbatoio, la frenata è pronta, lo scatto felino, mi spiace solo per il “74”.
E così i giri passano, all’uscita dai box 2’33”, poi 2’13” … 2’03” fino ad un onorevole, per un V35 con in sella un 46enne al suo “sverginamento” da pista, 1’56” … e tengo due team dietro di me, un altro V35 e una derivata del V7.
Mi aggiro tra i team alla ricerca del “74”, lo trovo, stupore, lui mi dice subito: “hai visto che ti ho chiesto scusa!” … e io che ero preoccupato per lui, in realtà era subito risalito in sella e aveva tranquillamente continuato a girare.
Sono le 18.00 e si va all’albergo, prenotato la sera prima da “Peppe Rosella” come consigliato: “signora Rosella ho telefonato ieri sera per prenotare una doppia”, faccia truce, pensierosa e poi la sentenza: “Mi spiace non ti posso accontentare” … ma uno che telefona a fare per prenotare se non ti tengono la camera? fortunatamente c’è un altro albergo (più costoso) con l’ultima stanza disponibile.
Al mattino dopo, complice la disponibilità a tenere sul nostro furgone la tenda del GMWC, mi tocca lasciar dormire il meccanico (Tommy) per portare alle 8.00 la tenda al paddock, ritorno a prendere Tommy e si controlla il livello dell’olio.
Secondo turno, ormai so come “tenere a bada” i problemi con il casco, lavo per benino gli occhiali dai residui lasciati dalle mani del guzzista, lavoro sulle stecche per renderle più aderenti … anche se mi segano da dietro le orecchie almeno stanno fermi!
E via di nuovo in pista non prima che i gentili commissari della sera prima controllino il fil di ferro e le fascette posizionate ai loro posti (meno male che ho rimediato anche quelle … santi guzzisti del paddock)
Ora mi sembra di migliorare, infatti se ieri mi hanno doppiato almeno tre volte durante i 20 minuti di prove, oggi ho visto passare Stagi solo due volte! … ma i tempi migliorano ancora fino ad un 1’52” che mi fa gioire come un bambino, e ho lasciato dietro gli stessi equipaggi di ieri. Durante il turno mi vedo sfrecciare ancora il “74” sul rettilineo e mi fa un cenno, cosa avrò fatto? E il pensiero mi assilla fino alla fine del turno. Vado a chiedere lumi, ma era solo un saluto, la spiegazione è che, avendomi incontrato ancora nel punto delle prove precedenti, ha atteso la conclusione del tratto misto e mi ha superato sul dritto … “sai vista l’esperienza di ieri…”
Alle 12.30 decidono di farci fare tre giri d’onore con le nuove Guzzi seguite dalle Guzzi iscritte al Trofeo, tre giri tranquilli, meno male così riesco a vedere meglio la pista (certo con la velocità che avevo nei turni come facevo a vedere la pista!!!), nelle ultime tre curve a destra dopo il lungo rettilineo ho davanti il “74” che … booooommm mi ricade davanti e come un grillo si rialza “olio in pista, olio in pista, attenti”, nel paddock ritorno da lui e gli chiedo se si diverte a cadermi davanti, mano male che c’erano testimoni a trattenerlo e non mi ha potuto sgozzare, ma l’intenzione c’era tutta!!!
Un panino, una bibita e un caffè per far passare il tempo, lungo, lunghissimo fino alle 17.20, e sì, ci fanno correre da soli come Trofeo Guzzi, ma per ultimissimi.
Il paddock lentamente, gara dopo gara, si svuota e rimane a nostra disposizione.
“Attenzione i partecipanti al Trofeo Guzzi sono attesi per l’ingresso in pista”
Stanno chiamando noi … ehi ma allora è vero, devo correre!!!
Ci si riveste (minchia che palle la vestizione, che caldo, che difficoltà senza il sottotuta che ti fa scorrere la tuta addosso …. certo che se lo lascio a casa!!) ora però la pista è ben memorizzata.
Nell’attesa, intutato, cascato, guantato, occhialato, mi concedo un attimo di meditazione e di respirazione zen e ripercorro il tracciato.
Meno male che la gara ha le regole del gruppo 4, cioè non vince chi arriva primo, ma chi è più regolare nelle prestazioni … e tutto al millesimo di secondo!!
OK ci sono, tranquillo non devi correre come un dannato, ma devi tenere il tuo passo!!
Giro di ricognizione per ricordare al casco che DEVE stare dove lo metto io e come lo metto io appoggiato alla gobba della tuta, schieramento, cartello dei 5’, dopo 2 secondi (non minuti) cartello dei 3’ e subito quello di 1’, sbandieramento di tutto OK, semaforo rosso – semaforo spento: VIAAA.
Devo tenermi dietro i due che vanno più lenti altrimenti non riesco a tenere il mio passo, in fondo al rettilineo è tutto ok, 10 equipaggi davanti, io e i due più lenti dietro.
Beppe concentrati, il primo giro non conta per i tempi prendi le misure, ora sono all’ultima curva prima del traguardo, sono in seconda, il contagiri (chissà quali giri conta) sale rapidamente, Francesco su questo è un piccolo mago e fa miracoli, 7000, 8000 e via 3°, 4° 5° ai 50 metri freno, scalo 4°, 3° 2° per il curvone a fine rettilineo, il motore urla e chiede la 3° per pochi metri, ancora scalare in 2° per il tornatine, 3° frenata e scalata nella curva a sinistra (quella del “74”), si tiene la 2° per il cambio repentino di traiettoria a destra, non c’è spazio per la terza anche se il motore urla perché la curva che immette sul rettilineo, sono a 9000 giri, 3° - 4° - 5° fino in fondo per raggiungere la massima velocità, il cartello dei 100 dov’è, eccolo allora frenata e scalata solo di due marce perché il curvane a destra in fondo mi piace (anche questo è stato segnato dal “74” ai 30 all’ora in parata) e tengo la 3° è una bella curva divisa in tre trance, le prime due veloci nell’ultima innesto la 2° per un istante per sentire il motore che tiene il posteriore, ancora 3° per un attimo e poi in 2° le tre curve destra-sinistra-destra che immettono sul rettilineo e si ricomincia.
 
Mi sembra di aver fatto bene tutto, non ho nessuno davanti e i due dietro sono a distanza di sicurezza e non mi raggiungono, i giri scorrono … ehi ma non mi doppia nessuno???, ho già fatto 5 o 6 giri!!! il tempo di pensarlo ed ecco Stagi che alla fine del misto prima del rettileno mi svernicia. E qui l’errore del principiante è lampante! Stagi gira 15-20 secondi più veloce di me, cosa prendi la scia e cerchi di seguirlo … per cosa (penso sia la sindrome della pista come uno ti passa DEVI stargli dietro).
Ovviamente non lo prendo neanche a pagarlo e nel frattempo altri due mi doppiano, saranno gli unici, ed è già una conquista! Solo in tre mi hanno doppiato in gara e se penso al primo turno dove mi hanno doppiato tre volte ciascuno…
È l’ultima curva e vedo in lontananza il direttore di gara con in mano la bandiera a scacchi: che emozione passare e vederla sventolare, poi ancora più bello tutti i commissari di percorso che al passaggio applaudono TUTTI e allora si gira con una mano sola sul manubrio perché è un piacere ricambiare i saluti e gli incoraggiamenti.
 
Sono felicissimo! È andato tutto bene, si attendono i risultati.
Non speravo nulla, non pensavo neppure di farcela ma alla lettura dei risultati finali, mi mangio le mani perché se non mi fossi ingarellato con Stagi sarei stato sicuramente sul podio perché la differenza con il 2° e il 3° è meno di 200 millesimi di secondo.
Tutta esperienza, e poi meglio così perché chissà cosa mi avrebbe fatto il “74” vedendomi anche sul podio!!
Stanco, esausto, con il torcicollo (che ho ancora oggi dopo quattro giorni) si carica tutto e si va a casa … ma non ho più parole per descrivere anche il lungo rientro.
Volevo solo ringraziare TUTTI quelli che hanno creduto in me (Livio e Lalla in primis, grazie anche per le gomme), Valtertre che riuscirebbe a rendere orgoglioso chiunque di ciò che sta facendo perché è una macchina da incoraggiamento e soprattutto Motopesantista, senza di lui NON avrei potuto correre perché sarei stato senza gomme (… anche se lui ci ha provato con le camere d’aria, ma alla fine c’era la scorta nascosta in un furgone). Un grazie particolare alla piccola Greta che mi ha supportato nello stringere i bulloni portandosi da casa, con Cristina e Valter, una chiave inglese e alla fine mi ha premiato con un piccolo, dolcissimo fiore.
Ehi la prossima gara è a Franciacorta (anzi tutte le tre prossime gara saranno lì), vi aspetto in pista il 22 giugno!!!
Lamps a tutti

© Anima Guzzista