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FIERE

 


Intermot 2004

 

di Ledzep e Alberto Sala

 



La conferenza stampa
Giornata senza dubbio importante per il futuro della moto italiana.
Causa tempo sarò sintetico e mi scuserete.
Prima l’impatto visivo: Piaggio ha uno stand enorme, Derbi altrettanto e molto bello con un sacco di novità, Gilera ha un angolino sul retro dello stand Piaggio con i soliti scooter. Aprilia e Guzzi hanno due stand grandi uguali, Laverda non l’ho vista, non so se c’è, non credo e comunque non l’ho vista. Questo da già qualche indicazione sul futuro.
Conferenza stampa Piaggio, nella sala grande del centro congressi, con qualche centinaio di giornalisti. Quello che si chiama un evento.
Dopo aver presentato i conti di Piaggio, molto buoni, si passa alle strategie future.
Una serie di citazioni:
“Lavoreremo perché Aprilia e Guzzi si sviluppino sul piano finanziario e industriale in modo da portare a termine gli obbiettivi che ci siamo posti con Piaggio”
Quali?
“Creare un gruppo italiano di due ruote che possa competere con i giapponesi su tutti i mercati”
“Guzzi è parte strategica fondamentale del piano e tutta l’operazione Aprilia è esclusivamente industriale, non ci saranno spezzatini o operazioni finanziarie del genere”
Ribadito più volte.
Si tratta di “integrare i TRE gruppi, Piaggio Aprilia e Guzzi”. Si raggiunge così una dimensione sufficiente nel confronto con la concorrenza. Si costituirà una unità indipendente che progetterà svilupperà e produrrà i motori, anche per terzi, basandosi sul fatto che Piaggio “possiede le tecnologie più avanzate del mondo”. Per far ciò
Noale, Scorzè, Mandello e Pontedera rimarranno tutti aperti, e non sono previste riduzioni di organico. Dovranno produrre prodotti per i mercati ricchi. Mentre in Cina e in Iindia si produrranno moto per l’Asia (altri prodotti su altra scala, in Cina nei primi sei mesi di quest’anno si sono vendute otto milioni di due ruote).
Il posizionamento, per tipo e mercati, degli scooter Aprilia e Piaggio è quasi totalmente complementare. (sono stati mostrati grafici che evidenziavano molto bene questo fatto) Un marchio fondamentale in certi paesi è la Derbi.
Moto Guzzi e Aprilia Moto sono la chiave di volta per entrare stabilmente in certi mercati come quello USA.
Le corse sono fondamentali per un produttore di moto e l’attività sportiva del gruppo verrà portata avanti e sviluppata in modo che “i migliori piloti, che sono italiani, non corrano per i giapponesi” (questa era per la platea.


Spigolature…
Rocco Sabelli (Amministratore delegato di Piaggio) entra nello stand Guzzi:
“Eccoci nel tempio della moto… ah quella è la Breva, bellissima, tra quanto esce?”
“tra un po’”
“tra un po’ cosa vuol dire?”
“a marzo”
“‘azz! Ma è tra un anno! Quando sento tra un po’ io ragiono in settimane non in mesi”… gelo tra i presenti.
Colaninno davanti alla Breva: “ecco la moto per la Polizia italiana”
Quando gli hanno detto che la Griso uscirà ad ottobre dell’anno prossimo ha educatamente evitato di rispondere, in fondo non è ancora il padrone. Ma la faccia diceva tutto.

 

Prodotti Guzzi:
La Breva è veramente bella, depurata dei 450 colori che aveva a Milano. Ho parlato con Ghezzi che mi ha detto che è fatta, finita e collaudata.

 


La MGS, che ha riacquistato i suoi banner, è completamente omologata (per la pista) per cui quella che c’è al salone potrebbe essere venduta anche subito. Ne hanno in casa cinque. Ne produrranno le prime 50 a ottobre.
Mi ha detto che la Griso è più indietro (anche se rispetto a Milano questa di Monaco è una moto vera, che si mette in moto e va), che ha il motore due valvole della Breva con qualche cavallo in +, è più leggera ed ha un telaio da sbavamento per quanto è maneggevole.
E’ tutto, o forse no… è tutto per ora.

 

Le moto.


L'attesa "Brevona" viene presentata in versione definitiva: tecnicamente si presenta con la nuova versione del motore 1100 due valvole, che ha ricevuto alcuni aggiornamenti tecnici, come la seconda candela, la nuova collocazione dell'alternatore, in grado di far avanzare il motore di 4 cm. distribuendo così meglio i pesi; le bielle sono nuove e più leggere del 10% e cambia il rapporto tra lunghezza della biella e corsa del pistone; questi sono più corti e leggeri, con nuova profilatura del mantello e investiti sotto da due nuovi getti d'olio.

Nuovi anche gli iniettori, posizionati a ridosso delle valvole per una combustione più pronta; il basamento è stato modificato nella parte inferiore per migliorare la lubrificazione.

Il motore ha girato parecchio al banco, con prove simulate pari a 200.000 km, e confidiamo parecchio su questa notizia, sperando in un'affidabilità a prova di polso pesantissimo e di lunga percorrenza.

Grande attesa suscita il nuovo telaio, che insieme al monoforcellone posteriore, con (finalmente!) sospensione progressiva dovrebbe garantire comfort e grande guidabilità: la moto è stata testata parecchio da parte dei tester Aprilia, estremamente efficaci nel tirar fuori il meglio dalla ciclistica.

 

 

 

 


Ecco la versione probabilmente definitiva anche della Griso, che rispetto ai prototipi precedentemente visti (a Intermot e a Milano) monta non più il motore 4 valvole, ma lo stesso motore 2 valvole della Breva 1100. Con quest'ultima condivide anche la sospensione posteriore e il nuovo cardano reattivo.

 

 

 


L'ennesima versione della V11 (ormai abbiamo perso i conti) presenta una veste tecnica sostanzialmente identica alla Cafè Sport, quindi con le ottime sospensioni Öhlins; esteticamente, oltre all'adozione di parti in carbonio, finalmente si vede perlomeno un equilibrio cromatico più vicino alle forme di questa moto, visto che stavolta il coprisella posteriore è in tinta col resto del codino, senza creare più quell'effetto spezzato che dava l'idea di un errore in sala verniciatura. Sicuramente forte l'effetto cromatico d'insieme: la sella rossa (o arancio?) è decisamente vistosa, ma complessivamente stavolta la veste sembra meglio bilanciata e soprattutto accattivante.

 

 

 

 

 

 

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