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XIV° TROFEO DECCLA, Cartagena 26 gennaio 2008

 

Sole e sòle

 

 Testo di Alberto Sala
Foto di Mattia Mattavelli e Alberto Sala

 

 


Cronicario
Mercoledì mattina, in aereoporto. "Come c'è anche il Mattia?!? Sapevo che non poteva." "Ha trovato un biglietto a meno di due lire, l'ha preso".

Sole
Mercoledì, in auto tra Alicante e Cartagena. Siamo appena atterrati ad Alicante, ci gustiamo la comodità di questo scalo rispetto a Valencia e il clima meraviglioso che ci accoglie. Sole e 20° sembrano fare da preludio a un ottimo weekend. Si sprecano i "fottiti" indirizzati a Licio e alla sua cordata per spostare la gara a marzo. Solo Bruno (Scola ndr) insiste con la teoria dei giorni della merla. Un po' come quando parla dei suoi alberi a camme: uguale. Ne è talmente convinto che si piglierà l'influenza giovedì sera. Mentre la radio suona Virginia Plain dei Roxy d'annata, gasamento e cazzeggio sono a 100 fino al circuito dove Sam (Samuele Sardi) comincia a sniffare la pista. Che avete capito? Intendo dall'alto, dalla torre ove si gode uno dei panorami più belli del mondo. Nei dintorni del circuito gli alberi sono già in fiore. Fa caldo, siamo fighissimi e non vediamo l'ora.

 

totogigi

massimo viegi

totogigi

 

Lampo
Giovedì pomeriggio, dal muretto tengo d'occhio la fine della curva a destra e quel breve spezzone di rettilineo che in discesa porta al rampino a sinistra: il tratto più lento del circuito. E' facile notare le differenze tra piloti lì in quel punto, è facile capire chi va forte, e come lo fa. Basta prendere qualche facile riferimento: anche a rapido colpo d'occhio vedi quanto ci mette una chiazza colorata ad entrare e uscire da quel ristretto campo visivo. Dopo più o meno rapidi passaggi di moto rossoblu, bianconere e arancioni, entra una chiazza verde. Un lieve svolazzo e se ne esce in un tempo macroscopicamente inferiore. Era Sam. Resto di sasso. La facilità con la quale ha girato quell'incrociatore (perchè lo sappiamo, sarà per via delle sue lontane origini, ma una Guzzi è molto più vicino alle imbarcazioni che alle biciclette) in quel tratto tortuoso era disarmante.

Sole 2
Il tempo è splendido, arrivare il giorno prima delle prove ci è costato in termini di tempo ma chi ci pensa mentre affronti con folle abbandono lo scollinamento? Mentre dài gas alla Gasgas o accarezzi con la saponetta la palma? Mentre senti le gomme che tengono e il profumo del clima primaverile? Olimpia è dello stesso avviso. Gira come un orologio e sull'orologio tutti noi tre facciamo scattare indietro le lancette, così, subito, senza neanche dannarsi. Ed è solo giovedì: abbiamo davanti ancora due giorni di goduria: pensiamo solo a non esagerare.

totogigi orazio bruno scola
bruno scola forlati totogigi
bruno scola forlati

 

Furto
Miguel Angel mi porge una email giuntagli dalla federazione spagnola. Leggo le prime righe in spagnolo e intuisco che riguarda l'annosa questione della richiesta extra sulla licenza. Scorro velocemente il finale, tanto so già che dice, sessant... no, ottantaquattro! Ottantaquattro euro di tangente: ma noi ne paghiamo sessanta. "il resto lo mette la Deccla". OK Michi, è tutto chiaro. Restiamo d'accordo su un incontro in Italia con la FMI per vedere se c'è modo di uscirne.

Sòle
Sabato mattina. Roberto scende dopo solo un giro. Scuote la testa. Il fumo dallo scarico dice tutto. Le prove ufficiali per noi non sono manco iniziate, e ancor peggio, è chiaro a tutti che la gara ce la scordiamo. Abbiamo passato la sera del venerdì fino a tardi a sostituire il cambio improvvisamente indurito nel pomeriggio a tal punto da riuscire a malapena a cambiare, e la rottura del motore sembra proprio una beffa. Che diventa particolarmente bastarda dentro per Iosca: a causa dell'improvviso utilizzo del regolamento internazionale (e chi lo sapeva?) da parte dei commissari del circuito alle verifiche tecniche, il suo casco (come tutti quelli il cui numero non comincia con 95) non era valido, così poco prima del rantolo tabagista del motore si era presentato col casco nuovo appena comprato.

Sòle 2
Sono al muretto. Le qualifiche sono appena cominciate, quando Fab Fabio rientra in anticipo ai box. La moto non va, c'è una vibrazione strana. Sembra come lo scorso anno, quando si è rotto l'albero motore all'altezza dell'alternatore. Difatti il referto medico recita esattamente: rottura dell'albero motore all'altezza dell'alternatore. E due.

 

totogigi orazio bruno scola
bruno scola forlati totogigi
bruno scola forlati

 

Sòle 3 the final assault
Sono al muretto. La gara è iniziata da un'ora abbondante. Ho appena finito di ascoltare Firmino che mi dettagliava sui suoi condotti dell'olio aggiunti al motore del TNT; inforco la bici per andare a scattare qualche foto in pista e incontro Livio a piedi, pesto e oliato come uno scampo. Gli è appena esploso il motore. Erano in testa alla gara.

Volo
Sono al muretto. Tengo un po' d'occhio la curva a sinistra lenta, quella dopo la doppia curva a destra che segue il rettilineo d'arrivo, quando vedo due figure nerogrigie svolazzare in aria. Manel Segarra ha esagerato con la cloche, oppure voleva vedere quanti giri in aria poteva fare la sua moto, non so; sta di fatto che si rialza e se ne va senza neanche guardare la moto, già sa che anche per lui la gara è finita. Me ne vado dal muretto.

 

orazio bruno scola
bruno scola forlati
totogigi forlati
bruno scola
bruno scola

 

Fiori
Abba e Mario ce l'hanno fatta. Stavolta niente sfiga e niente Glam (più o meno rock) a guastare la festa: cinque ore di gara impeccabile e alla fine sono liberi di abbracciarsi. Festeggiamo con loro, sia per averli seguiti durante la gara da bravi disoccupati del paddock, sia perchè sono grandi, veri e amici, anzi, grandi amici veri. Un po' dietro loro ma ottimamente piazzati il team Pane e Nutella di Paolo Ruzza e Daniele Sasselli. Completamente da soli, e mica tanto "pian piano" - perchè mentre li immortalavo a imperitura memoria digitale ho avuto il mio bel daffare per non ritrarli come chiazza sfumata - si sono fatti la loro splendida gara e risulteranno, assieme al team Ducati di Giancarlo Rossi, Orlando Fusco e Duilio Damiani (secondi assoluti, complimenti!) gli unici italiani ad aver (innanzitutto cominciato, eppoi) finito la gara. Perchè anche il 'superteam' PMS Corse che conduceva la bellissima Guzzi ex Marco Florio, composto da Giorgio Cantalupo e Marco Dall'Aglio (pilotoni da mondiale Supersport, mica minchie) ha dovuto alzare valvola bianca.

 

 

T9
Sono nel paddock, a fine gara, con gli altri scoppiati, in direzione podio. Sacramentiamo. Arriva un SMS, è Licio: "allora, com'è andata?" Silenzio improvviso. Dal T9 del Nokia esce automaticamente una sola parola.

Epilogo
Sono al ristorante, la sera. Tra paelle, sardine e pesciolini fritti Orazio tiene banco (visto che non l'ha tenuto il suo albero) svariando dalle ipotesi più eterogenee: dal "vendo tutto" al "perchè non sono appassionato di uncinetto" a "chi è quel coglione che mi ha convinto a venire a Cartagena". C'è cazzeggio nell'aria, si sdrammatizza, non vi dico i "massì, l'importante è non essersi fatti male". Unici silenziosi: i meccanici.

Intanto ripenso a venerdì sera, quando con Bruno a letto influenzato siamo rimasti tutti al box, fino a tardi, operando sulla nostra bella, smadonnando sull'ingranaggio d'innesto con la frizione che non si smontava, esaltandoci al momento della soluzione. Roberto, Mauro, Mattia, Furio e il sottoscritto. E' stato uno dei momenti più belli del weekend, e non a caso. Anche se non abbiamo fatto la gara, c'è chi si è perso molto di più.

 

TEMPI DI QUALIFICAZIONE

CLASSIFICA FINALE

CLASSIFICA PER CLASSI

CRONOLOGIA DI GARA

ELENCO DEI TEMPI

 

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