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"...voglio trovare un senso a tante cose anche se tante cose un senso non ce l'ha..."

 

di Mauro Iosca

 

 

Venerdì sera, mentre la Romagna balneare, pulsante e spregiudicata si prepara agli attriti della notte, io stanco quanto basta mi dirigo motivato al "bucolico garage".
Paolo sta ultimando le ultime fasi della preparazione e nell'aria l'Entropia è elevatissima (in senso stretto, disordine molecolare del sistema).
Domani col Gambarelli si va a Magione per la gara del gruppo cinque.
E dopo un po' arriva anche Micio ad aiutare, il quale con gesti lenti e misurati, fedeli alla sua indole, sistema gli ultimi pezzi di questo coloratissimo "puzzle".
Caricata la moto e finiti i pre-lavori, una decisione condivisa e fulminea per la cena: "al mare ci sarà casino, con donne a caccia di uomini, uomini a caccia di avventure, più numerosissime altre combinazioni... quindi noi ritiriamo nell'entroterra da "Farina" (tagliatelle al ragù e fiorentina, ideali prima della gara) magari anche poco raffinato e lontano dalle logiche dell'aperitivo milanese, mi scusino lor signori, ma io non faccio cambio davvero.
Mille discorsi fino a sera anzi fino a notte, e l'orgomento sembra sempre d'attualità. Sono sbalordito, a volte non mi capacito di come sia possibile parlare e ancora formulare nuove strade divagando di un motore, una moto, che come concetto, da oltre trenta anni esiste ed è stata "sfruttata" ed "abusata" in qualche milione di modi; eppure...
Sabato mattina l'alba arriva tardi sul Gambarelli che carrellomunito è gia oltre la gola del Furlo. Quando io arrivo al circuito egli ha già fatto le verifiche e montato la tenda. Il caldo non si governa e sono solo le dieci del mattino.

 

Una delle curatissime Truxton del Trofeo


I TRUXTONISTI DELLA DOMENICA.
La cosa che immediatamente mi sorprende è la ridondante immagine di un marchio, non proprio abituale nei circuiti; è quello Triumph. Ci sono "Truxton" preparate in grandissimo spolvero ovunque, con tanto di organizzatissimi team, ed Hospitality ufficiale della casa inglese. E' la Truxton Cup, un'organizzazione mastodontica degna del motomondiale, forse anche troppo se si pensa che nei fatti (cronometro docet) queste modernissime repliche vanno meno delle REALI antenate a cui s'ispirano, le quali, correndo nel "gruppo cinque" impietosamente ne appannano il "senso agonistico esistenziale". E dunque cosa? E dunque il fatto è che queste genti, nonostante tutto, si divertono alla grande. La gara si farà ed anche senza risparmiarsi. Bravi tutti, che altro dire...


Molti non sanno che le gare di moto classiche sono gare vere, dove i piloti bravi vanno veramente forte e in alcuni circuiti tecnici e guidati possono facilmente imbarazzare le fantascientifiche astronavi in vendita oggi.

 

La faraonica motorhome dei nostri...

Le tende di Dromo Bike e dei 'forlivesi'

La temperatura non è delle più agevoli...

La moto di Marco Florido

Prima per eleganza e originalità

Quella di Giorgio l'avevamo già ammirata a Varano

Un giuoiuiuiuellino!

La Le Mans di Davide Rossi

Si avvicinano i primi curiosi...

Forcelle a sgancio rapido, sciccheria!

Come vedete, le operazioni di messa a punto sono molto concitate...

Notevole la cura nei dettagli...

Nelle prime ore del meriggio arriverà anche Roberto, il nipote del Primo, che con astuti consigli rasserenerà il Gambarelli dalle perplessità perpetue o forse solo dalle perpetue.
Tra la qualifica del mattino e quella della sera il Gambarelli si migliora; ma da un ipotetico settimo posto in griglia si dovrà accontentare a sera del nono alla partenza.

La grande sorpresa è trovare alla fine delle qualifiche altre tre Moto Guzzi in gara, tra cui una bellissima, dalla classica livrea verde-corsa, pilotata dall'insuperabile pilota forlivese Davide Rossi, che partirà con un altrettanto insuperabile secondo posto in griglia a soli due secondi dal primo, il Caprara con una velocissima Kawasaki da gp (tre cilindri/due tempi - 750).
La Guzzi in questione è una moto che vale un affettuoso ricordo, dato che è stata realizzata dal Carlo, meccanico e collaboratore di lunga data dell'indimenticabile "Zigolo" Valentini.

Un'altra bellissima Guzzi farà parte di questa avventura. E' quella del team Dromo Bike di Marco Florido, simpaticissimo romagnolo e gran signore dato che ad un certo punto dopo aver alacremente lavorato alla sostituzione dell'ennesima valvola piegata per la messa a punto del suo bolide e dopo aver condotto in gara un'entusiasmate battaglia con Paolo si ritirerà a pochi giri dalla fine, dicendo con un inimitabile sorriso "ero troppo stanco, non ce la facevo più. Mi sono fermato prima di finire in terra".
La Moto Guzzi di Alessandro Giorgio del Gentleman's Moto Club invece dopo le prove del sabato, effettuato il warm-up non si schiererà alla partenza, pensiamo per noie tecniche dell'ultimo momento.

 

La Bimota di Bernardo Valentini

"Testa calda"

Florido schierato in griglia

Anche Giorgio lo segue

Il nostro Mototopo è pronto!

Davide Rossi in prima fila

Marco ha stile

Florido in piega

Giorgio ci prova

Ancora Giorgio nel warm-up

Intanto Paolo si dà da fare...

Mototopo ha bisogno del formaggio

Eccolo ricaricato

Davide fa sul serio

Si vede!

All'attacco fino alla fine

Il podio

Un team serio, complimenti

CLASSIFICA OPEN

1. S. Valentini suzuki 12 giri 16,38.184
2. D. Rossi guzzi 12 16,43.625
3. S. Vitali honda 12 16,43.647
4. C. Zamperini suzuki 12 17,12.900
5. R. Tedesco yamaha 12 17,17.560
6. P. Gambarelli guzzi 12 17,39.620

etc....

Saluti a tutti alla prossima si dice sempre, ma qui la speranza è più sincera.
Alla fine della fiera raccolti i bagagli ed incelofanati i pensieri, quello che mi resta sono due giorni all'aria aperta con le mani sporche di grasso ed una notte sotto le stelle, con sempre nuovi amici a cui basta poco per capirti. Perché essere lì con le tue cose, la tua moto, i tuoi colori ha già un senso, un senso chiaro, che si capisce.

 

 

 

 

© Anima Guzzista