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Fiere

 

Bike Expo Show 2004

 

 

di Alex Pierotti

Intervista a cura di Alberto Sala

 

 

I grandi spazi della fiera di Padova hanno accolto la decima edizione del Bike Expo dal 16 al 18 gennaio. Molto di consueto e già visto all'interno dei padiglioni con tanta tecnologia esibita, delle belle special ed una sorpresa. Per quanto riguarda le Moto Guzzi, ci accoglieva all'ingresso la V11 Scura di Andrea Motta con tante leghe preziose e nuovi piedini di forcella per le pinze radiali per una moto con un fascino identico a quella di serie.

 

La V11 di Andrea Motta

La "Audace"

Curioso assemblaggio d'idee nella Audace, creata da Giuseppe Brunetti, già ideatore della splendida Cafè Racer verde su base V35 dello scorso anno, che prova a coniugare una base ciclomotoristica 1000sp con parallelogrammo Magni a sospensioni di qualità ed una monoscocca per una special sospesa tra passato e presente. Poi, nel mezzo del cammin di nostra Harley, nel padiglione dove si sfidavano le special dominato da molte custom, appariva lei, Rosso Puro. Un 250 posteriore su un monobraccio collegato ad una scatola della coppia conica Guzzi non l'avevo mai visto, ma questa creatura visionaria dal colore elegante ha centrato anche il cuore di coloro cui la parola custom evoca solo orticarie. La moto che inaugura anche la linea di parti speciali che porta con sé, www.rossopuroitalia.it, è stata presa d'assalto quando l'abbiamo condotta nel piazzale per le foto di rito. Presagio di una popolarità già sancita dalla vittoria del primo premio come Custom non Harley. Dimenticavo appositamente il nome di colui che l'ha fatta, ma credo lo conosciate. Vi dice niente FB?

 

 

Rossopuro

 

 

Abbiamo raggiunto Filippo Barbacane per chiedergli alcuni dettagli sulla sua ultima splendida creazione:

A: Da dove ti è venuta l'idea di creare una custom così poco convenzionale?

F: Da tempo volevo fare una custom a modo mio, cioè non semplicemente prendere un serbatoio Harley e piazzarlo sopra, ma un po' come nelle migliori creazioni americane, cioè prendere e fare tutto a mano ex novo, ed ero alla ricerca dell'idea giusta, dell'ispirazione. Mi è venuta paradossalmente dalla mia moto attuale, la Furia: avrei realizzato sì una custom ma dalla guidabilità eccellente, così ho usato il telaio Ghezzi & Brian perchè sapevo che era la strada giusta, volevo dimostrare che è possibile realizzare una custom con una filosofia più moderna, anzi: nella mia mente l'avrei fatta anche più esasperata: avevo previsto davanti un monobraccio, ma poi non ho avuto il tempo per realizzarlo.

A: il posteriore è altrettanto rivoluzionario del telaio: un monobraccio e un gommone da 250 non sono certo comuni su una Guzzi...

F: il monobraccio l'ho realizzato completamente a mano in acciaio, e sono riuscito a farci stare il gommone da 250 senza problemi: bastano due giunti cardanici, uno sul millerighe d'uscita del cambio e l'altro a valle dell'albero cardanico per far sì che questi lavori bene anche se sta inclinato. Figurati che avevo previsto anche una gomma da 300 ma non sono riuscito a trovarla in tempo... !

A: La moto oltre che per il nome richiama anche con alcuni dettagli la tua nuova linea di parti speciali...

F: Esattamente: la moto monta diversi accessori che ho studiato per i California e per i V11, come le pedane (che qui sono montate direttamente sul motore e funzionano perfettamente), le piastre di sterzo e altri ancora.

A: Mentre il cerchio posteriore da dove deriva?

F: L'ho costruito partendo da mozzi CLF, modificando il posteriore per avere un perno più grande più il resto per adattarci l'ingranaggio del cardano; comunque anche i cerchi a raggi così come li vedi faranno parte del catalogo.

A: Sei soddisfatto della moto, la consideri 'finita'?

F: Guarda, se non dovessi farla fotografare l'avrei già smontata di nuovo: ho già in mente un'altra idea, anzi, già mentre salivo verso Padova avevo in mente come modificarla ed evolverla. Io le mie moto non riesco quasi a gustarle in tempo... ma è questo il bello.

 


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