TROFEO MOTOESTATE CLASSICHE 2005
The real Minchia
di Alberto
Sala
Nel caso in cui, casomai, eventualmente ce ne fosse ancora bisogno, ieri a Varano, alla seconda prova del Campionato Classiche 2005, Paolo Gambarelli aka Mototopo ha definitivamente, solidamente, naturalmente, conseguentemente, radicalmente confermato la sua attitude of the Minchia.
Perchè che dire di un pilota che, prima della partenza della propria gara, in totale contrasto col resto dei partenti lo senti sottovoce invocare Visna, Manitù e Shiba recitando una strana nenia nativo-americana e saltellando leggermente (ma senza dare troppo nell'occhio) come richiede la official version della Danza della Pioggia?
Curioso, nevvero? D'altronde, vista la posizione in griglia sul fuoco bagnato di Varano, in questo aprile dal tempo bastardo dentro (come sempre), in effetti verrebbe quasi da dargli ragione. Sabato, il nostro prode sulla Moto Topa di nome e di colore aveva guadato egregiamente il nastro in riva al Tago spuntando un inaspettato, imprevedibile, ineccepibile, inculoallabalena secondo tempo assoluto, lasciando parecchie mascelle aperte in preda alle intemperie, prima tra tutte la sua. Difatti, sputata l'acqua, al telefono l'avevo sentito con gravi difficoltà di comprensione, esprimendosi in un misto slang a metà tra il brasiliano esultare dei commentatori di calcio del Boca Junior (eeeeegggoooooooooooooooooooooooolllllduPauloGambarrao!)e lo schivo ghermirsi in dialetto della Giudecca (no ghè da crederse, checulociò!).
Bel colpo, che lasciava presagire grande ottimismo per l'indomani, tant'è che in barba alla logica che mi vorrebbe sotto le coperte per via di due corpi tonsillati da 54, la mattina dopo sono in autostrada con Iosca. Il richiamo dei minchia.
Il bolide di Paolo al paddock |
C'è disinvoltura nell'aria... |
Cosa non si fa per perdere peso... |
Anche Roberto disinvolve! |
Va fatta una doverosa premessa: eccetto le sue notevoli performance a Cartagena (insieme a Micio e a Roberto) questa è la sua prima gara di velocità; insomma è dopotutto un debuttante al ballo, una burbetta, una spina malefica. E sarà direttamente qualche nonno del gruppo a sussurrargli nell'orecchio "guarda che la gara è un'altra cosa". Bastardo. Avrà ragione. Ma non si disillude così un minchia!
Li raggiungiamo dopo sei giri del paddock intasato come Bombay all'ora di punta: il Trofeo Motoestate prevede seimila categorie, dal Gruppo 4 al Trofeo Motocicliste. Mancano solo i dragster e lo speedway sul ghiaccio (peccato, soprattutto per quest'ultima), poi ci sono tutte.
Tutto il team è simpaticamente pimpante e scazzato fingendo grande disinvoltura (questo naturalmente me lo sto inventando del tutto io, in realtà probabilmente si stavano cacando sotto) e un pallido sole gioca infantilmente a nascondino con le nuvole. Eccoci quindi giunti alla stupefacente affermazione iniziale del Gambarelli. Se ipotizzo che sia una manovra dispersiva dite che esagero? Ok, d'accordo.
Ma è quel che succede al fatidico momento del semaforo (the moment of the Minchia) che lo farà assurgere ai fasti della famosa dinastia Mink.
Stupendo. |
E' il V7 di Alessandro Giorgio |
La bella Bimota di Bernardo Valentini |
I box sono pieni di gioiellini come questi |
Difatti Iosca, attento sulla linea del traguardo, mi riferisce di una strana manovra iniziale: a semaforo ancora abbondantemente rosso vermiglio il nostro ha uno scatto portentoso, segue immediata coscienza di aver fatto una cazzata e conseguente strizzata delle pinze anteriori (il tutto avvenuto in non più di 47 centimetri e meno di tre decimi di secondo), in perfetto sincronismo con la mutazione cromatica del semaforo. La falsa partenza sarà talmente ridicola e autolesionista che un commissario al richiamo del collega sulla falsa partenza commenterà: "Ma non vedi che si è simpaticamente messo da solo le palle sul ceppo e ha pure pulito dopo?"
Insomma, io che mi ero piazzato al ferro di cavallo, pronto con il duemillesimo di secondo della mia Nikon F3 combinato al 500 mm. catadiottrico 'gasati' all'idea di immortalarlo in epica bagarre col re Sauro Valentini autore della pole, me lo ritrovo a tre quarti di classifica a lottare con la Ossa e la Morini. Ma allo sbigottimento fece seguito un caldo sentimento d'appartenenza: è dei nostri, non v'è dubbio!
Magrotti scatta in testa... |
...segue il gruppo... |
Ah, ma c'è anche Paolo! |
Giorgio segue |
A onor della cronaca quella di Paolo non era l'unica Guzzi in pista: segnalo anche la splendida V7 Sport rifinita da Dio (sì, ultimamente si occupa anche di tuning) condotta da Alessandro Giorgio, che ho cercato più volte al box condiviso con Bernardo Valentini e Marco D'Angelo già visti a Cartagena a gennaio, ma non ho avuto fortuna. Neppure lui, visto che, dopo aver seguito per un po' a breve distanza Paolo non farà più comparsa nel mirino del mio obiettivo per una rottura al 9° giro.
A fine gara, che nonostante le implorazioni iniziali si disputerà sull'asciutto, troviamo comunque Paolo in 13° posizione assoluta e 9° di classe, un risultato comunque più che buono per un debuttante. Oltre alla partenza da gambero ci confesserà anche una discreta mancanza d'allungo e una certa irregolarità d'erogazione, probabilmente il solito simpatico filo dell'impianto elettrico che fa contatto col gomito. Certo che c'era un bell'abisso in velocità tra le Guzzi e le quadricilindriche in testa: particolarmente impressionanti la Kawasaki di Caprara che volava come una 250 da Gran Premio e la Suzuki un po' naked di Magrotti, che hanno battagliato in testa scambiandosi continuamente posizioni e magliette. Ottima gara anche quella di Bernardo Valentini e Marco D'Angelo con le belle Bimota, rispettivamente 4° e 6° assoluti.
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Bernardo Valentini |
La Kawa di Caprara. Vincerà lei. |
La Honda di Pellegrin |
e quella di Zamperini |
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Il nostro prode |
La Trident fuma senza filtro. |
Il podio |
Chi ha sfidato le bizze del tempo per presentarsi alla biglietteria dell'autodromo ha potuto godersi indubbiamente un bello spettacolo: oltre alla precedente gara del gruppo 4, la gara delle classiche ha visto sfrecciare immersi in sinfonie da scarichi d'organo stupende Triumph Trident, Bimota, Kawa e Honda magnificamente agghindate. Non da meno le Ducati e il resto del lotto saettante tra le verdi colline attorno le rive del Tago. Oltre alle Guzzi, naturalmente. Davvero un gran bel vedere, motocicliste comprese!
GRIGLIA DI PARTENZA
CLASSIFICA FINALE CATEGORIA CLASSICHE
Pos. |
Pilota |
Moto |
Tempo |
Giro più veloce |
1 |
Caprara S. |
Kawasaki |
21'17.508 |
1'17.972 |
2 |
Magrotti S. |
Suzuki |
21'20.929 |
1'18.748 |
3 |
Valentini Sauro |
Suzuki |
22'02.919 |
1'19.966 |
4 |
Valentini Bernardo |
Bimota |
22'27.997 |
1'22.643 |
5 |
Zamperini C. |
Honda |
22'31.629 |
1'22.470 |
6 |
D'Angelo Marco |
Bimota |
22'36.601 |
1'22'753 |
7 |
Tedesco R. |
Yamaha |
22'47.938 |
1'21.934 |
8 |
Tori F. |
Kawasaki |
1 giro |
1'24.021 |
9 |
Vitali F. |
Honda |
1 giro |
1'24.184 |
10 |
Magnani C. |
Triumph |
1 giro |
1'23.710 |
11 |
Rossi G. |
Ducati |
1 giro |
1'24.932 |
12 |
Garlassi L. |
Ducati |
1 giro |
1'25.689 |
13 |
Gambarelli Paolo |
Guzzi |
1 giro |
1'26.330 |
14 |
Marconi F. |
Honda |
1 giro |
1'25.239 |
15 |
Pellegrin T. |
Honda |
1 giro |
1'26.012 |
16 |
Iaconiani V. |
Triumph |
1 giro |
1'26.892 |
17 |
D'Apollon F. |
Honda |
2 giri |
1'26.899 |
18 |
Miselli A. |
Suzuki |
2 giri |
1'28.499 |
19 |
Farina G. |
Kawasaki |
2 giri |
1'28.132 |
20 |
Fusco O. |
Ducati |
2 giri |
1'30.918 |
21 |
Sabotti L. |
Honda |
2 giri |
1'31.760 |
22 |
Cuttitta G. |
Honda |
2 giri |
1'30.971 |
23 |
Arnofi L. |
Suzuki |
2 giri |
1'32.719 |
24 |
Maffeo G. |
Suzuki |
3 giri |
1'35.625 |
25 |
Acquarell M. |
Honda |
3 giri |
1'36.037 |
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Non classificati: |
|
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|
|
Poretti D. |
Honda |
5 giri |
1'24.484 |
|
Peruzzi A. |
Ossa |
5 giri |
1'21.918 |
|
Giorgio A. |
Guzzi |
7 giri |
1'29.974 |
|
Sassetti A. |
Morini |
9 giri |
1'29.909 |
|
Mazzoni A. |
Suzuki |
13 giri |
1'30.623 |
|
Vitali S. |
Honda |
14 giri |
1'23.280 |
|
Varasi M. |
Honda |
14 giri |
1'37.214 |
© Anima
Guzzista

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