Le moto di serie

- Griso 8v

- Norge 1200

- Airone 250

- Zigolo

- V7

- V7 Sport

- Le Mans

- Le Mans II

- California II

Nevada

presentazione

test

- Daytona

- V11 Le Mans 2002

- Breva

 

LE MOTO DI SERIE

 

Airone

 

di Carlo Morino

 

 

Il Tipo Turismo del 1952

 

Modello / anno

Airone / 1939-46

Motore

quattro tempi monocilindrico orizzontale 70 x 64 mm / 246 cc

Rapporto di compressione

6:1

Potenza

9,5 CV a 4800 giri/min

Testa del cilindro

in ghisa

Cilindro

in ghisa

Disposizione valvole

in testa inclinate

Comando valvole

ad aste e bilancieri

Accensione

a magnete tipo Marelli BL 1

Carburatore

Dell'Orto SBF 22

Lubrificazione

pompa a ingranaggi di mandata, a palette di recupero

Frizione

a dischi multipli in bagno d'olio

Cambio

a ingranaggi scorrevoli a 4 velocità con comando a pedale

Trasmissione

primaria a ingranaggi elicoidali, secondaria a catena

Telaio

a doppia culla in tubo

Passo

1370 mm

Sospensione anteriore

forcella a parallelogramma con ammortizzatore a frizione

Sospensione posteriore

forcellone oscillante con ammortizzatori a frizione

Ruote

a raggi con cerchi da 19" x 2 1/4

Pneumatici

3,00-19"

Freni

a espansione; anteriore manuale, posteriore a pedale

Peso

135 kg

Velocità massima

95 km/h

Consumo normale

3,3 litri ogni 100 km

Capacità serbatoio miscela

10,5 litri

Capacità lubrificante

2,5 litri

 

 

Le Principali Versioni:

 

1939

Airone

1945

nuovo telaio in lamiera, progettato durante la guerra,anziché tubolare

1947

forcella teleidraulica a steli rovesciati, progettata da Carlo Guzzi, anziché in lamiera stampata sul forcellone ammortizzatori idraulici

1948

testa-cilindro in alluminio con distribuzione, prima scoperta, racchiusa di nuovo ammortizzatori a compasso Tipo Sport con nuovo telaio in tubi e lamiera la vecchia versione assume il nome di Tipo Turismo

1952

serbatoio verniciato invece che parzialmente cromato magnete con correttore d'anticipo manuale. il tipo Turismo assume lo stesso telaio del tipo Sport

1954

di nuovo serbatoio cromato (nella versione sport). sul magnete l'anticipo automatico. Teminale della marmitta ogivale anziché a coda di pesce

 

 

Il primo modello dell'Airone appare poco prima dell'inizio della Seconda Guerra mondiale, nel luglio del 1939.
Un modello destinato ad essere per un quindicennio, la più diffusa motocicletta italiana di media cilindrata del dopo guerra.

Viene anche prodotta dal 1940 a titolo sperimentale una versione militare. Dopo la guerra vengono allestite motociclette con piccole differenze rispetto alle versioni civili. Solo a partire dal 1952 viene predisposta una versione con caratteristiche proprie.
Il motore è un monocilindrico, valvole in testa ad aste e bilancieri, con un alesaggio di 70 mm ed una corsa di 64 mm, per una cilindrata totale di 246 cc.
La disposizione del motore è orizzontale, quella classica di Casa Guzzi, che nasce con la Normale del 1921.
Il telaio tubolare è lo sviluppo dei telai iniziati con la serie PE; anche il motore deriva da quello della PE250 che aveva però un alesaggio di 68 mm e quindi una cilindrata di 238 cc.

Nel 1939 e nei primi mesi del 1940 vengono realizzati un migliaio di esemplari.
La produzione viene sospesa con l'entrata dell'Italia in guerra del Giugno del 1940. Durante la guerra si studiano miglioramenti che verranno applicati nel 1946 alla ripresa delle produzione.

I precedenti in casa Guzzi sono:

 

1933

viene messa in produzione la P250, la prima quarto di litro in produzione di serie di casa Guzzi. La cilindrata effettiva è di 232 cc, ottenuta partendo dalla P 175, messa in produzione l'anno precedente.

1937

nuova PL 250 (prodotta in due versioni: Egretta ed Ardetta, la più economica) la cilindrata viene portata a 246 cc, grazie all'aumento dell'alesaggio che passa da 68 mm a 70.

1939

sempre con il motore di 246 cc viene prodotta la PE (E per elastica), ma al momento della commercializzazione viene scelto il nome di Airone.

 

 

Motore: ciclo a quattro tempi con valvole in testa. Superquadro (alesaggio maggiore della corsa, come da tradizione Guzzi) 70 x 64 (246 mm). Pistone fuso in lega d'alluminio, con cielo piano e quattro segmenti, tre di tenuta ed uno raschiaolio. Biella in acciaio forgiato, a testa scomponibile. Il cappello è fissato con due viti e dado. Dal 1948 pistone e testa sono in alluminio.

 

Accensione: nel 1939 a magnete Marelli tipo BL 1. Nel 1956 Magnete Marelli tipo MCR 4-E con anticipo automatico. Rotazione sinistra e comando a ingranaggi.

 

Valvole: sedi riportate (installazione per interferenza). Bilancieri a due bracci in acciaio forgiato, muniti di registro filettato per regolare l'apertura. Valvole inclinate. Ogni valvola è riportata in posizione da una coppia di molle a spillo.

 

Carburatore: Dell'Orto SBF 22 per il tipo Turismo ed SSF 25 A per il tipo Sport, per cui "si raccomanda l'uso di benzina con un numero di ottani (NO) non inferiore a 80.

 

Distribuzione: aste e bilancieri. Albero a camme comandato da una coppia di ingranaggi posta sul lato destro del basamento. Le camme agiscono su bilancieri a dito (dotati di un rullo) che spingono le aste alloggiate nel vano a destra del cilindro. Nel modello del '39 le. Con la versione del 1948, l'Airone è il primo modello della Guzzi a presentare la distribuzione completamente racchiusa ed in bagno d'olio.

 

Cambio: a quattro marce. Ingranaggi sempre in presa con innesti frontali:

 

rapporto 1° velocità

..................... 1 : 2,64

rapporto 2° velocità

..................... 1 : 1,788

rapporto 3° velocità

..................... 1 : 1,34

rapporto 4° velocità

..................... 1 : 1

 

Freni: a espansione in lega leggera.

 

Ruote: cerchi in alluminio sul tipo sport

 

Sella: il tipo sport ha la doppia sella

 

Serbatoio benzina: dai 10,5 litri del 1939 ai 13.5 di cui circa 2,5 di riserva del 1956. Fino al 52 il serbatoio è cromato con le

 

Lubrificazione: forzata pompa a ingranaggi di mandata, a palette di recupero

 

Serbatoio olio: ca. 2 litri

 

Sospensioni:

a) forcella: all'inizio in lamiera stampata, poi, dal 1947, forcella telescopica idraulica, a steli rovesciati, progettata da Carlo Guzzi

b) Nel 1939 ammortizatori a compasso, simili a quelli già in uso sulle forcelle dell'epoca, costituiti da quattro dischi di sugherite alternati ad altri in metallo, funzionanti secondo il principio della frizione. Poi dal 1947 ammortizzatori idraulici, ma nel 1948 si ritorna agli ammortizzatori a compasso.

 

Scarico: marmitta a coda di pesce, fino al '54. Poi terminale ogivale.

 

Prestazioni (1956)

Tipo Sport

Tipo Turismo

Regime di potenza massima

giri 5200 al 1'

giri 4800 al 1'

Potenza Massima del motore

CV 12

CV 9,5

Pendenze massime superabili

in 1° marcia ........................................

32 %

26,5 %

in 2° marcia ........................................

19 %

16,5 %

in 3° marcia ........................................

11,6 %

11 %

in 4° marcia ........................................

3,3 %

4 %

Velocità massima nelle singole marce

in 1° marcia ........................................

km/ora 44,6

35,5

in 2° marcia ........................................

km/ora 66

52,5

in 3° marcia ........................................

km/ora 87,5

70

in 4° marcia ........................................

km/ora 117 ca  

94 ca.

 

La versione Militare

dal manuale V ediz. (1956)

Accensione: Magneti Marelli tipo MCR 4-G con anticipo automatico e bottone di massa.

Rapporti di trasmissione fra pignone e corona 3,46 : 1 (13-45).

Peso del motociclo, senza carburante, olio ed accessori 150 kg circa

Velocità massima:

 

In 1° velocità .....................

km/ora 35

In 2° velocità .....................

km/ora 51,5

In 3° velocità .....................

km/ora 68,5

In 4° velocità .....................

km/ora 92 circa

 

I prezzi

Dalle 6200 lire del 1939, salite a 370.000 nel 1949 si arriva, nel 1956 a 349.000 per il tipo Turismo e 364.000 per il tipo Sport.

 

 


Carlo Morino. E-mail:c.morino@pronet.it